Al Castello la «Divinazione» di Allegra Hicks è un rito di passaggio
Scrive Marina Maghetti, mia carissima amica, poetessa e filosofa: «Nel cuore del percorso...
A Luigi Veronelli il vigneto dei Frassitelli regalava un’ebrezza speciale, da lassù quasi in cima al Monte Epomeo, che è la montagna sacra da cui tutto si vede e domina l’isola e il golfo di Napoli fino alle coste laziali.
Ha proprio ragione, Carla Tufano: «La mostra di Mattotti, maestro internazionale di illustrazione contemporanea, iscrive Villa Arbusto e il suo museo civico in una geografia di centri d’arte nei quali l’offerta turistico-culturale può essere tranquillamente inserita tra le più importanti e prestigiose del Mezzogiorno». La mia amica Carla, assessora alla Cultura e vicesindaca di Lacco Ameno, è in prima fila da tempo per codificare una missione quasi impossibile, quella di inchiodare una lucettina intermittente sulle menti insulari (e non solo): la Cultura Vera fa crescere la qualità di un paese, produce ricchezza a tutto tondo. E fa bene al corpo (sociale).
Le variazioni sul tema sono infinite. Farine e nuvole; semole, panetti e grammi; lieviti madri e padri, e lievitazioni lunghe o farlocche; paste cresciute o screscitate; forni, a legna, a gas, elettrici; e poi, leggerezza, umidità ed elasticità; pioggia, sale e sole…
Conigli di qua e conigli di là. Si fa presto a dire «coniglio all’ischitana», piatto totemico, ricetta identitaria. Alla prova – in trattoria o ristorante - le delusioni superano ampiamente le soddisfazioni.
È un soffio vorticoso, vibrante ma morbido e nobile, ritmato, e non è un rumore banale: arriva dalla cucina, è il suono delle uova appena sgusciate e poi battute rapidamente da mamma Iolanda. Ed è una danza aperitiva, il segnale per papille e pupille: «Rosà, stanno preparando le mozzarelle in carrozza per noi!». Un bagliore soddisfatto s’impossessa dello sguardo di Rosanna.
«Bubbessa». Vi dice niente? È una parola femminile. Ma è nata come un soprannome maschile, trasformato poi in un ampio appellativo familiare che ha il sapore e il potere del mare.
C’è tutto questo, in un termine curioso che s’infila di prepotenza nel gomitolo delle storie mediterranee; e che non si trova altrove nel mondo, se non a Ischia Ponte.