Al Castello la «Divinazione» di Allegra Hicks è un rito di passaggio
Scrive Marina Maghetti, mia carissima amica, poetessa e filosofa: «Nel cuore del percorso...
Confesso che ho sbirciato. Prima dell’inaugurazione, mi ero intrufolato per qualche minuto nel work in progress dell’allestimento. Incompleto, ma struggente. C’era stata la complicità indiretta di un portone aperto e di una attrazione fatale… incrociando in terrazza l’entusiasmo a fior di pelle di Cristina e Nicola Mattera. E sono tornato per l’inaugurazione col cuore in gola, a collazionare conferme e sorprese automatiche.
Vorrei essere molto breve. Ho atteso finora, a funerali compiuti… Prendiamo la Tragedia, per caso.
di Annalucia Scotto Di Clemente
«Per un attimo mi sembrava che il tempo non fosse mai passato». Con questa frase apparentemente semplice ma in realtà intrisa di significato intenso, Alessandro Buono ha dato inizio alla serata evento tenutasi alla Distillerie Aragonesi, nel cuore di Ischia Ponte. Una serata che ha rappresentato molto più di un semplice evento: è stato un sentito omaggio che Alessandro Buono e sua moglie Anna Buono hanno dedicato con singolare passione a Gerone I di Siracusa.
Conigli di qua e conigli di là. Si fa presto a dire «coniglio all’ischitana», piatto totemico, ricetta identitaria. Alla prova – in trattoria o ristorante - le delusioni superano ampiamente le soddisfazioni.
Eh, lo so, con questo titolo rischio la blasfemia. Sarò pure irriverente, ma mi stuzzica evocare una delle leggende ischitane più famose che, cavalcando la storia vera di un’amicizia epocale, narra dell’amore segreto tra Michelangelo Buonarroti, il genio della Cappella Sistina, e la poetessa Vittoria Colonna, marchesa di Pescara.
Stavolta sembro fuori contesto. Apparentemente. Recupero una «cosa» di qualche anno fa perché l’ultimo dei due protagonisti di questa storia se n’è andato in questo novembre del Venti Venti per colpa dell’amore per la sua gente: don Angelo Iacono, sacerdote. Ha raggiunto la sorella Pierina,neppure troppo tempo dopo di lei. Con loro questa storia è finita. Oppure no? Per ora ve la ripropongo nel modo in cui la raccontai. Con dedica.
Ha proprio ragione, Carla Tufano: «La mostra di Mattotti, maestro internazionale di illustrazione contemporanea, iscrive Villa Arbusto e il suo museo civico in una geografia di centri d’arte nei quali l’offerta turistico-culturale può essere tranquillamente inserita tra le più importanti e prestigiose del Mezzogiorno». La mia amica Carla, assessora alla Cultura e vicesindaca di Lacco Ameno, è in prima fila da tempo per codificare una missione quasi impossibile, quella di inchiodare una lucettina intermittente sulle menti insulari (e non solo): la Cultura Vera fa crescere la qualità di un paese, produce ricchezza a tutto tondo. E fa bene al corpo (sociale).